Ruanda


Abbiamo avuto il piacere di conoscere Suor Godeberta Umfuyisoni nella primavera del 2011 nel corso di un suo soggiorno in Ticino.

Suor Godeberta è ruandese ed è l'amministratrice del Centro di Salute di Busoro, nel sud del Ruanda vicino alla città di Butare.

Il centro di salute offre servizi ad una popolazione di circa 30'000 persone che si trovano ad una distanza massima di 2 ore di cammino. 30 persone lavorano nel centro che comprende anche 48 posti letto.

Il centro è stato creato nel 1967 dalle suore Ausiliatrici e comprende una maternità, un laboratorio ed un centro per la prevenzione e la cura dell’AIDS. Vi si fanno consulte, vaccinazioni e parti. I casi più gravi, non contemplati nel centro di salute sono di competenza dell'ospedale di Nyanza, che dista 35 km.

In Ruanda esiste un sistema sanitario mutualistico nazionale: il cittadino paga un contributo di 1000 rf all’anno (1 € ~ 750 fr) dopodiché tutte le cure sono gratuite così come le medicine e le vaccinazioni, anche se nella realtà i soldi della mutua non sono mai sufficienti per ripagare ospedali e centri di salute.

Nella regione di Busoro la malattia più frequente è senz'altro la malaria che rappresenta circa il 70% dei casi trattai al centro di salute. è però difficile debellare la malaria in una zona di paludi come Busoro.

Un'altro male che colpisce la zona è il VIH/AIDS. Il centro segue attualmente 641 persone che vivono con il VIH/AIDS (PVV) e 65 orfani capo famiglia. Queste persone soffrono di:

  • malattie frequenti
  • povertà
  • ignoranza
  • denutrizione
  • stigmatizzazione
  • per le mamme con bambini piccoli, il rischio di contagio ai figli è alto poiché la situazione finanziaria non permette loro di comperare latte in polvere, unica alternativa all'allattamento che trasmette il virus ai figli
  • forze limitate, il ché non permette loro di lavorare nell'agricoltura
  • basso reddito che non permette loro di avere una alimentazione equilibrata, come invece lo richiedono i medicinali che prendono

Per questi motivi, il centro di salute ha deciso di promuovere delle attività generatrici di reddito per questa specifica popolazione.

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